soycrate

Socrate, ma di soia.

Ancora dettaglio

Quanto descritto in https://soycrate.xyz/32619/modalita-di-conoscenza e in https://soycrate.xyz/32620/perdita-di-dettaglio è un'utile semplificazione, ma più che in una scala crescente, la perdita di dettaglio va organizzata in un grafo: infatti i dettagli possono anche essere aggiunti e anzi, dal punto di vista dell'intelletto, della comprensione cosciente, il livello più lontano è spesso il più ricco di "dettagli". Sono però dettagli di tipo diverso dai dettagli fisici, che non passano dalla mente cosciente, quel dettaglio tipico dell'analogico impossibile da replicare nel digitale o nella memoria. Questo perché sono in realtà fatti nuovi. E dunque il primo livello è l'unico che veramente non è interessato da perdite, dopo di che qualsiasi altro livello può avere più o meno "dettagli" creati dall'interpretazione. L'ambiguità, di conseguenza, può variare in modo arbitrario, mentre è sia massima che minima al livello uno: il fatto sperimentato senza interpretazione razionale, cosciente, mnemonica è infatti il meno ambiguo (ho sperimentato quello che ho sperimentato) ma anche il più ambiguo (non ho ancora una rappresentazione in linguaggio naturale del fatto e quindi tutte le rappresentazioni sono ugualmente possibili). Si lascia al lettore la seguente domanda: leggendo questa riflessione, sto sperimentando un fatto o ricevendo una descrizione di un fatto? Quanto è ambigua questa riflessione?

Sui memi

https://it.wikipedia.org/wiki/Memetica
https://en.wikipedia.org/wiki/Memetics

Quale che sia l'unità di memoria usata dai memi all'interno del cervello, questo potrebbe non essere rilevante al fine di identificare in modo più o meno rigoroso meccanismi di trasmissione memetica delle idee. Il primo motivo è che, qualora si riuscisse a identificare questi meccanismi a partire da un'altra unità di memoria, per esempio i bit, il nostro obiettivo sarebbe raggiunto, validando i risultati sugli effetti che osserviamo nelle idee memorizzate nella mente. Il secondo motivo è che oggi la maggior parte delle idee viene trasmessa su internet: abbiamo quindi una loro rappresentazione in, appunto, bit.

Polvere sotto al tappeto

Caino e Abele: tutti compiangono probabilmente il povero Abele, ma questa non sembra in realtà essere una storia di cronaca nera. Piuttosto si tratta di una scelta tra due atteggiamenti possibili nei confronti dell'etica.

Ma partiamo dal testo:

1 Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore». 2 Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo.
³ Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, ⁴ mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ⁵ ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.
⁶Yhwh disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? ⁷Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai».
⁸ Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. ⁹ Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?». ¹⁰ Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! ¹¹ Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. ¹² Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». ¹³ Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. ¹⁴ Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà». ¹⁵ Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse. ¹⁶ Caino si allontanò dal Signore e abitò nella regione di Nod, a oriente di Eden.

(Fonte: https://communiobiblica.org/blog/2019/03/13/caino-e-abele-il-morso-del-serpente-gen-41-16-prima-parte/)

La scelta di Caino è dunque di accettare l'istinto peccatore. Non è chiaro se al versetto 7 Dio con "dominare" intenda che Caino acquisirà la capacità di usare il proprio istinto oppure che dovrebbe dominarlo nel senso di sminuirlo, ma in ogni caso la scelta di Caino è la prima: si serve del suo istinto, coscientemente, per i propri scopi. Egli si aspetta, secondo la propria logica, che Dio non accetti ciò e voglia ucciderlo. Al contrario, la scelta cosciente è rispettata. Infatti il figlio di Caino è Enoch, che significa iniziato. Che sia l'origine della magia nera?

Esiste infatti un altro Enoch, un altro iniziato, figlio però di Set: quest'ultimo è il terzo figlio di Adamo ed Eva, sostituto di Abele. Che sia l'origine della magia bianca?

Arrivamo ora ai tappeti: pesanti, scomodi, che raccoglono polvere e necessitano di essere lavati continuamente facendo perdere tempo. Non adatti a un discendente di Caino, il quale non nasconde la polvere sotto al tappeto, ma nemmeno ha un tappeto, accettando le proprie scelte fino in fondo.

Meglio essere re in una casa senza tappeto, che schiavo pulitore di tappeti.

Impara l'arte e mettila da parte

Partiamo dall'etimologia della parola "arte":

L'etimologia della parola arte sebra derivi dalla radice ariana ar- che in sanscrito significa andare verso, ed in senso traslato, adattare, fare, produrre. Questa radice la ritroviamo nel latino ars, artis. Originariamente, quindi la parola arte aveva un'accezione pratica nel senso di abilità in un'attività produttiva, la capacità di fare armonicamente, in maniera adatta.
(Fonte: https://www.etimoitaliano.it/2011/01/etimologia-della-parola-arte.html?m=1)

Probabilmente nessuno, se chiamato a definire "arte", ci sarebbe andato vicino. Oggi l'arte ha connotati ben più nobili del produrre, qualcosa che spicca dalla massa più che adattarsi a qualcos'altro. Ciò è indice della distorsione operata negli ultimi tempi a discapito di questa parola, che identifica sempre più fantomatici genii o santoni di turno capaci di comunicare qualcosa di ultraterreno sconosciuto ai più. Nulla di produttivo insomma. Tanto più che altre parole con la stessa radice "ar-" hanno accezione se non negativa, perlomeno non nobile: artefatto, artificiale, artificio... Inspiegabile quindi la posizione di chi eguaglia l'arte a qualcosa di naturale. Riabiliterei dunque le povere parole derivate, evviva gli artefatti, evviva l'artificio, prendiamo l'attuale definizione di arte e mettiamola da parte.

Sopracciglia curate

Riscontrando una sempre maggiore diffusione di un'estetica volta al minimalismo, viene da chiedersi perché. Da un lato può avere a che fare con la diffusione sempre maggiore di dispositivi mobili, che, indisturbati, plasmano l'estetica complessiva della società più di quanto ci si aspetta. Infatti sugli schermi piccoli è fisicamente impossibile mostrare troppe informazioni visive allo stesso tempo. Questo non spiega perché invece non si sarebbe potuta ottenere una divisione estetica che relega il minimalismo a questi dispositivi, come già è avvenuto in passato (il minimalismo non è una novità). La spiegazione può essere la seguente: limitare le forme estetiche all'essenziale permette di mettere in risalto qualcos'altro, che è un prodotto. L'estetica si subordina quindi, in qualsiasi campo, a pubblicità di un prodotto. Un esempio tra molti sono i peli pubici: la loro scomparsa nell'industria pornografica, escludendo i feticismi, permette di concentrare l'attenzione, da un punto di vista estetico, su meno forme, lasciando dunque più spazio mnemonico per altro. Ma l'unica altra cosa che resta oltre alle forme estetiche è l'oggetto che ne è portatore, cioè l'atto sessuale in quanto prodotto, oltre l'eccitazione indotta dalle forme estetiche. Nota curiosa a margine, un altro momento storico in cui l'estetica nella società, sotto forma di architettura, assunse caratteri minimalisti, è quello del fascismo italiano.

Diventa dunque imprescindibile, per qualsiasi buon venditore della propria immagine, andare dall'estetista per rendere le proprie sopracciglia minimali.

Uomo avvisato, mezzo salvato

La vita si barcamena tra un disastro naturale e l'altro, tra periodi di calma piatta e intensi "progressi", come si ama chiamarli. Iniziamo con lo specificare che, come dovrebbe risultare ovvio, la vita, né tantomeno la natura, dà una connotazione in positivo o in negativo al progresso o alla stabilità. Semplicemente accade. Dev'essere veramente miope quell'uomo che, nella ricerca della conoscenza, si concentri solo sugli ultmi due o trecento anni, ma anche solo sugli ultimi tremila, dato che le forme di vita sono esistite ben più a lungo di quanto sia esistita la cultura. Dunque identificare con la rapida accelerazione della cultura il bene assoluto, giungere perfino a identificare uno scopo in tutto questo, perde di singiificato non appena si allarghi leggermente l'orizzonte.
Dunque, miei cari ecologisti: avete ancora da ridire?
Tra cinquecento anni saremo, anzi saranno, ancora qui a discutere su come liberarsi dallo scarto del "progresso" culturale che sarà di moda in quel momento. Scorie nucleari, oppure resti di pannelli solari o altri problemi della cui esistenza nemmeno siamo in grado di renderci conto. Non è forse questo l'atteggiamento stesso che critichiamo ai nostri progenitori?
Mi si additerà come pessimista: sono in realtà ottimista. Ci sono milioni di possibili scenari differenti da questo, solo pochi contemplano la sopravvivenza della vita, ancora meno della vita umana e ancora meno della cultura.
Uomo avvisato, mezzo salvato.

Cose interessanti

Il grande cambiamento, al di là delle varie particolarità, è da una umanità che crea un altro che ha vita propria, o più correttamente morte propria, a una umanità che mantiene in vita l'altro con un lavoro costante, sia esso lavoro fisico o interesse. Queste due modalità sono in realtà sempre state presenti per natura della vita stessa (infatti è necessaria una costante riproduzione per restare qui). Tuttavia si nota una progressiva accelerazione della proporzione tra le due componenti, in favore dell'interesse costante.

Verità

L'uomo ricerca verità in cielo, o in un altrove a piacere, per evitare le verità qui, sulla terra. Similmente ha creato la scienza, un grande gioco da adulti, per evitare la consapevolezza dei problemi ben più complicati che si pongono quotidianamente, a cui sa di non avere una risposta.

Parole assolute

Si riscontra un sempre maggiore uso di parole dure, assolute e senza capacità di mediazione (trovare un punto medio). Parole come "asfaltare", "distruggere" o ancora peggio termini nuovi e dunque privi di storia come "blastare", ancora più unilaterali in virtù della novità, sono un segnale che qualcosa non va nella discussione pubblica italiana. Usare una parola che già di per sé preclude un qualsiasi punto medio tra due posizioni opposte significa due cose: chi la esprime ha già una propria opinione ed è solo interessato a convincere, non a dialogare; chi la ascolta difficilmente sarà portato a mediare tra le due posizioni, ad analizzarle criticamente, ma sceglierà o l'una o l'altra con probabilità maggiore, perpetrando perciò questo modo spregiudicato di affrontare il pensiero.

Principio di indeterminazione

Non si può formulare una teoria in campo etico o morale senza che questa influenzi l'azione, rendendosi quindi necessaria una revisione della teoria stessa. Tra il dire e il fare, c'è di mezzo un mare di ambiguità.

Ancora ambiguo

Una volta scoperto che l'ambiguo è la caratteristica imprescindibile della conoscenza, risulta chiaro come questo sia un bene: ma se e solo se unito ad un atteggiamento scettico nei confronti tanto del mondo quanto della propria conoscenza. Altrimenti si rischia di cadere nella fallacia o della fiducia negli altri, o della fiducia in sé stessi. Avere fiducia può andare bene, ma solo temporaneamente e solo valutando attentamente e costantemente gli affetti concreti che questa fiducia ha sulla propria vita, o sulla vita del gruppo con cui ci si vuole identificare. Ma attenzione a stringere patti di questo genere. Potrebbe essere meglio lasciare che il gruppo si formi da sé.

Guardare le azioni

Quando un paese al di fuori di qualunque alleanza militare viene sostenuto da altri paesi con invio di armi, medicinali e denaro per sostenere una guerra, significa che in realtà quel paese non era al di fuori di qualunque alleanza o interesse militare. Se dei paesi predicano la pace ma inviano armi e militari in zona di guerra, sospendendo la diplomazia, quei paesi non vogliono la pace. La mancata conoscenza di movimenti sotterranei non implica né la loro esistenza né la loro inesistenza: il rasoio di Occam ci impone di scegliere la strada più breve per giungere ad una teoria, e benché questa porti ad un generale chaos fatto di scarsa memoria e incompetenza, alcuni fatti particolari si spiegano negando le parole e guardando le azioni. Nell'attesa che il vincitore racconti la propria storia.

Nessuno ti regala niente, figlio di Troia

La gratuità è quanto di più pericoloso esista per la persona comune. Primo esempio si ritrova nel cristianesimo come già descritto da Nietzsche ne "La genialogia della morale", in cui il dono fatto da Gesù, non solo gratuito, ma anche irrinunciabile e estremo, diventa un debito impossibile da ripagare. Oggigiorno la stampa gratuita è libera di scrivere quello che vuole, non avendo un compratore da deludere: il lettore, non pagando nulla, nulla si aspetta e quindi qualsiasi cosa legga vale più di quello zero che è stato pagato per ottenerla. Ciò permette ai giornalisti, o presunti tali, di potenzialmente costringere chi non vuole pagare per l'informazione a leggere qualsiasi cosa, vera, falsa, o ancora peggio parzialmente vera che sia, facendo danni ancora peggiori quando si tratta di opinioni sui fatti e non dei fatti stessi. Per quest'ultima categoria infatti non esiste un fatto-pensiero da controllare per "smentire" opinioni insulse. Si nota come chi più avrebbe bisogno di pagare per leggere è proprio chi meno è intenzionato a farlo, perché si porrà in modo acritico nei confronti di qualsiasi informazione regalata. Come diceva mio nonno, nessuno ti regala niente. In questa frase, o meglio nella sua negazione, c'è una doppia verità: se nessuno diventa qualcuno, significa che qualcuno è interessato a regalare, se niente diventa qualcosa, c'è qualcosa da regalare. Quando nessuno ti regala qualcosa, qualcuno ti regala "un niente", o peggio ancora qualcuno ti regala qualcosa, c'è da stare attenti. Troia l'ha imparato a sue spese.

2045

Dopo mezzo secolo di progressivo instupidimento della popolazione, non possiamo meravigliarci di fronte a posizioni completamente illogiche e guidate da qualsiasi altra cosa che non sia la logica. Il progressivo armamento della popolazione con le armi prima delle televisioni e poi, in modo ancora più catastrofico, dei social network, ha consentito ad un'etica dominante di serpeggiare astutamente evitando i luoghi dove normalmente l'etica veniva temprata prima di essere portata in battaglia, cioè nei libri. Ora questi dotti scrittori, o alcuni di essi almeno, purtroppo non contano più nulla: la massa è abituata a ben altro. Non vedo altra prospettiva per loro se non il diventare gli scrittori più citati del 2045.

Fallimento dei diritti

L'ambientalismo e il femminismo odierni sono destinati a fallire perché vogliono coniugare la liberazione dallo sfruttamento di un'aspetto della società, non riconoscendo lo sfruttamento di fondo della società stessa. Provocheranno perciò (stanno provocando) soltanto un'inasprimento di qualche altro tipo di sfruttamento. In particolare anche il genere e l'ambiente vengono mercificati più di prima, ovvero sono riconosciuti nei loro diritti solo in quanto prodotti. Viene cioè permesso un riconoscimento di diritti ma solo se c'è una nuova potenziale classe di consumatori, o di prodotti da dare ai consumatori esistenti. Non è consentito un'ambientalismo fatto di mancato consumo o un femminismo fatto di annullamento delle differenze di genere, infatti si specificano sempre più generi in modo da avere più classi di consumatori e quindi maggiore diversificazione della produzione.

Le arcaiche strutture di patriarcato e di oppressione uomo-ambiente decadono in favore non di una liberazione da esse, ma come vendita ad un nuovo schiavista.

Più che un fallimento dei diritti, bisogna parlare di distorsione totale del significato di diritto, che diventa diritto all'accesso alla società del consumo.

Il paradosso della civiltà

Più una civiltà diventa complessa, e questo può avvenire solo in virtù di una sua maggiore conoscenza del mondo, più si pone problemi etici circa le proprie azioni: allo stesso tempo però si trova sempre più impossibilitata a risolverli. Questo sembra un paradosso finché non si sfida una premessa: che la conoscenza sia analisi e non sintesi.